Finalmente, alla mia terza volta in Kenya, sono riuscita a visitare la sorprendente città di Nairobi.
Certo le ore erano abbastanza contate, ma sono bastate per avere un’idea di quello che può offrire.
Non fare l’errore di usarla solo come punto d’appoggio per i safari, ma cerca di dedicarle almeno una giornata.
D’altronde stiamo pur sempre parlando dell’unica città al mondo dove è possibile incontrare un rinoceronte sullo sfondo dello Skyline.

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Nairobi in un giorno: è davvero fattibile?

Se me lo avessero chiesto la sera stessa avrei risposto di no.
Atterravo da un volo internazionale dall’Italia, con quella lucidità un po’ appannata di chi è sveglia da più o meno 24 ore.
Ma per fortuna, una leggera brezza fresca ha reso l’arrivo meno traumatico.
Questa zona infatti ha temperature decisamente più umane rispetto alla costa, permettendomi così di godermi l’intera giornata senza rischiare il collasso.
Quella sera non ho potuto far altro che crollare in hotel, ma la mattina successiva ero pronta per passare qualche ora in esplorazione ed avere un primo assaggio della città.
Questo è stato il mio mini itinerario di poche ore che, sono sicura potrebbe esserti utile.

Mattina: safari al Nairobi National Park

visitare Nairobi

La mattina seguente la sveglia è suonata all’alba, direzione Nairobi National Park.
Devo dire che ero abbastanza scettica sul fatto che ne valesse la pena, avevo paura di rimanere delusa, e invece appena entrata, davanti a me si è aperta una savana incontaminata, un silenzio quasi surreale, ed il contrasto insolito dello skyline di Nairobi sullo sfondo.
La città pulsante a pochi chilometri e nello stesso momento la vita della savana davanti ai miei occhi.
Il parco è aperto tutti i giorni dalle 6:00 alle 18:00, l’ideale è entrare prima delle 7:00 proprio per vedere gli animali quando si muovono di più.
La mia visita è durata circa quattro ore, un tempo tutto sommato giusto per riuscire a fare avvistamenti davvero interessanti.
Ho visto giraffe che camminavano tranquille, zebre che si muovevano tra l’erba e, soprattutto, i rinoceronti neri e bianchi, che qui sono una delle specie più protette e visibili.
Ho anche intravisto bufali, due leonesse farsi le coccole, e coccodrilli e ippopotami nei pressi dei corsi d’acqua.
La biodiversità è sorprendente per essere così vicina alla città, e io sono stata completamente rapita da un’infinità di cicogne che abbiamo incontrato lungo il tragitto.
Insomma se ti stai chiedendo se ne vale la pena, ti dico assolutamente si.

Fine mattinata: David Sheldrick Wildlife Trust, un’esperienza che resta

Il David Sheldrick Wildlife Trust è un centro che si occupa del recupero e della riabilitazione di elefanti orfani, rimasti soli soprattutto a causa del bracconaggio o dei conflitti con l’uomo.
Qui vengono accuditi fin dai primi giorni, nutriti, seguiti costantemente e accompagnati in un percorso, che in alcuni casi, porta al reinserimento in aree protette.
Solitamente faccio molta attenzione alla scelta di esperienze in cui sono presenti animali, per me un “santuario” non può ritenersi tale se permette l’interazione di questi ultimi con i visitatori.
Quindi, dopo un’attenta ricerca, ho deciso che questo speciale orfanotrofio andava visitato e soprattutto sostenuto.
Sapere questo prima di arrivare, ha cambiato completamente il mio sguardo.
Quando i cuccioli sono entrati nell’area di visita, non stavano facendo qualcosa per me, stavano semplicemente vivendo il loro momento quotidiano, mangiavano, giocavano e si rincorrevano in modo goffo.
Il tutto in maniera naturale e semplice, mentre noi visitatori ci siamo ritrovati in silenzio ad osservare e ascoltare la loro storia, senza avere nessuna interazione con loro.
La prenotazione è obbligatoria e l’accesso è consentito solo dalle 11.00 alle 12:00, questo per rendere l’esperienza il più rispettosa possibile per i cuccioli.

Pomeriggio: visita al museo di Karen Blixen

Andare al Museo di Karen Blixen era in cima alla lista delle cose che volevo fare a Nairobi.
“La mia Africa” è uno dei miei libri preferiti, e vedere la casa in cui Karen Blixen ha vissuto era una specie di promessa che mi ero fatta.
La casa è immersa in un giardino ben curato, esattamente come me lo aspettavo, con piante e alberi che le danno un’aria tranquilla appena arrivi.
Non serve guardare lontano o immaginare paesaggi, è proprio lì, nel bel mezzo del quartiere verde di Nairobi, e quando entri ti rendi conto che quel posto ha una storia vera, di una donna che ha vissuto lì per anni, non solo come protagonista di un libro o di un film.
All’ingresso troverai un codice QR per acquistare il biglietto, purtroppo non si può pagare in contanti.
Dopo aver scannerizzato il QR code e completato il pagamento digitale, entri e ti viene affidata, se vuoi, una guida che ti accompagna tra le stanze.
Dentro puoi vedere mobili e oggetti dell’epoca, alcuni appartenuti a Karen o ricreati per mostrare come viveva, insieme a lettere, fotografie e dettagli quotidiani.
Non ci sono ampie descrizioni, ma oggetti reali e arrangiati con cura che ti consentono di immaginare com’era la vita lì tra il 1917 e il 1931.
La visita non è lunga ,di solito dura meno di un’ora e si può fare anche da soli, ma avere una guida aiuta a capire i dettagli che altrimenti rischiano di passare inosservati.
Il museo è aperto tutti i giorni dalle 8:30 alle 18:00, quindi c’è tempo sufficiente per inserirlo nel tuo itinerario pomeridiano.
Per me, più che rivivere “La mia Africa”, è stato vedere un luogo vero che ha ispirato un libro così amato, e sentire che ogni stanza, ogni oggetto aveva una connessione concreta con la vita che Karen Blixen ha raccontato.

Sera: dove mangiare a Nairobi, cena al Carnivore Restaurant

A degna conclusione di una giornata ricca di sorprese, ho deciso di provare il ristorante Carnivore, fortemente consigliato da amici.
La formula principale è quella dell’all you can eat in stile churrascaria, si inizia con una zuppa e qualche antipasto, poi i camerieri girano tra i tavoli con spiedi di carne alla brace da servire direttamente sui piatti.
Puoi trovare manzo, pollo, maiale e agnello, ma anche tagli più particolari come struzzo o coccodrillo, che rendono l’esperienza diversa dal solito nyama choma keniano (carne alla griglia).
Sul tavolo troverai affissa una bandierina, finché la tieni sollevata i camerieri arrivano ancora e ancora con nuove portate.
Quando non ce la fai più abbassala e la carne si ferma.
Il ristorante è aperto tutti i giorni, dalle 12:00 alle 23:00, e anche se il prezzo può sembrare un po’ alto rispetto ad altri posti locali, l’esperienza complessiva e il ritmo della serata meritano assolutamente.

Cosa fare a Nairobi se hai più tempo

Devo dire che lasciare Nairobi così velocemente mi è un po’ dispiaciuto, di sicuro non è una di quelle città che ti mette subito a tuo agio, ma quando cominci a scoprirla ti rendi conto che le cose da fare non mancano.
Ecco alcune esperienze che avrei voluto fare, chissà che non ti siano di ispirazione:

  • Entrare nel mondo artigianale di Kazuri Beads Women Cooperative
    Un laboratorio storico che dà lavoro a donne locali attraverso la produzione di ceramiche e gioielli fatti a mano. La visita è semplice ma significativa, soprattutto se ti interessa sostenere realtà locali autentiche.
  • Tour guidato a Kibera
    Da fare solo con guide locali e con il giusto approccio. Non è un’esperienza facile, ma può essere un modo per conoscere una realtà complessa direttamente da chi la vive, evitando sguardi superficiali.
  • Esplorare il quartiere di Westlands
    È una delle zone più vivaci della città, caffè, ristoranti, locali serali e un’atmosfera decisamente internazionale. Ideale per capire il lato più moderno di Nairobi e prendersi una pausa tra una visita e l’altra.
  • Passare qualche ora al Uhuru Park
    Non è un’attrazione imperdibile, ma è uno di quei luoghi che ti fanno osservare la vita quotidiana, famiglie, giovani, musica, gente che si ritrova. Utile per rallentare e guardare la città senza filtri.
  • Fare shopping artigianale ai mercati locali
    Dai mercatini temporanei come il Maasai Market (che cambia sede durante la settimana) ai negozi di artigianato più strutturati, è un buon modo per acquistare qualcosa di autentico e sostenere l’economia locale.

Conclusione

Visitare Nairobi in un giorno significa accettare di vederne solo una minima parte, ma anche di farsi sorprendere.
In così poco tempo, mi ha messo davanti a dei contrasti fortissimi, la natura a due passi dai grattacieli, il silenzio improvviso del parco nazionale, il caos del traffico, la ricchezza e la povertà.
Sono partita con tanti dubbi è vero, ma me ne sono andata con la sensazione di aver fatto la scelta giusta, anche solo per quel primo assaggio.
Quindi se stai pensando di organizzare un viaggio in Kenya, ritagliati almeno una giornata per scoprirla, fidati che ne varrà la pena.

Intanto se vuoi puoi dare un’occhiata a questi articoli:

In Kenya da sola: la mia esperienza e consigli per un viaggio unico

Itinerario in Kenya: è possibile organizzarlo in autonomia?

15 giorni in Kenya: itinerario consigliato se viaggi da sola

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